|
|
E’ sorprendente constatare
quante sono le immagini fotografiche scattate fra 1800 e 1900 in Barbagia.
A parte le famose collezioni
storiche degli Alinari, Pellis, Nivola e altri, le collezioni private di
fotografie stampate sono conservate da alcune famiglie così gelosamente che
sembra esista quasi una sorta di timore-pudore nel mostrarle. Si preferisce
tenerle accatastate o ammucchiate in un cassetto ed a volte, sapendo che non
esistono più i negativi, significa rischiare che, una volta rovinate o perdute,
non potranno più essere stampate.
L’immagine fotografica, è
vero, è un documento statico, che ferma il tempo, ma proprio per questo conserva
la memoria storica, e ci mostra come eravamo nel tempo.
Ci sono altri motivi che
giustificano l’interesse che ruota attorno ad esse: il primo è certamente il
fascino di “vedere” come vivevano i nostri nonni, come erano le case, il paese,
la vita sociale; altro motivo consiste, come gia detto, nel fatto che è’
difficilissimo che esistano (perchè perduti), i “negativi” di quelle bellissime
collezioni.
Dal mio punto di vista, è
altrettanto interessante vedere e constatare quali sono state le trasformazioni
tecniche e sociali subite dalla fotografia. Gli attuali supporti moderni sono
ormai, dopo i negativi 35mm in celluloide, i formati digitali che chiunque è in
grado di ottenere, basta possedere un telefonino cellulare; proprio tali formati
oggi vengono fatti circolare in Internet (a volte anche a sproposito), come se
le immagini non avessero un grande valore.
Oggi chiunque può scattare
immagini ma, a mio avviso, occorre servirsi della tecnica fotografica per
“osservare” meglio il mondo, nei suoi particolari, negli eventi sociali. Se
proviamo a liberare la nostra curiosità, e proviamo a “raccontare qualcosa”,
arricchiamo noi stessi e gli altri. Sono concetti, questi, ancora utilizzati nel
fotogiornalismo, nella foto naturalistica e nell’arte. Le tecniche moderne
servono (o dovrebbero servire) a migliorare questo scopo.
Senza avere la presunzione di
impartire insegnamenti, ma semplicemente esponendo gli esiti di una simile
ricerca tecnico-storica, rispettando le basilari regole etiche, si può meglio
comprendere il passato, e consentire ai nostri figli di migliorare il futuro.
La Fondazione, accogliendo le
collezioni di privati cittadini, generosi ed attenti al loro passato e
consapevoli del loro presente, si propone di creare un archivio fotografico ed
etnografico, che racconti la storia della comunità, sia quella passata che
quella attuale; documentare, conservare e migliorare la vita sociale, culturale,
artigianale e attivare e promuovere tutte le iniziative tese allo sviluppo della
cultura artistica e letteraria.
Approfondire e diffondere la
conoscenza e l'amore per l'arte e per la letteratura è l'altro importante scopo
che la Fondazione vuole perseguire, attraverso l'organizzazione di convegni,
manifestazioni, seminari, concorsi e gruppi di lavoro.
(Le collezioni private su carta, riversate in digitale e ritoccate,
verranno restituite ai proprietari).
|
|