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Festin@ Lente |
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E t n o g r a f i a & F o t o g r a f i a N a t u r a l i s t i c a
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Immagini dal Risorgimento
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In quegli anni la fotografia muoveva i primi passi. Partendo dalla riproduzione di ritratti, venne via via assunta a strumento di propaganda. Essa servì a compiere una specie di avvicinamento tra i protagonisti della lotta politica ed il pubblico aristocratico e borghese; ossia si cominciava a familiarizzare coi personaggi più in vista. Era come se il pubblico conoscesse da vicino tali personaggi, che diversamente sarebbero rimasti senza volto. Nel 1855 era già possibile fotografare soggetti in movimento, grazie ad un binocolo con obiettivo a fuoco corto e con negativi che apparivano minuscoli (7,5 x 8,2). Il formato delle lastre in uso all'epoca per quello che oggi chiamiamo paesaggio, era di circa 30 cm per 40 ed aveva bisogno di tempi di esposizione molto lunghi. L'uso di obiettivi a fuoco corto dava invece alle immagini molta nitidezza , e dava alla fotografia stereoscopica riduzione dei tempi e la possibilità di fissare il movimento. Nasceva, così, l'istantanea. Le prime fotografie del Risorgimento italiano furono eseguite a Roma, che bene si prestava per la sua importanza e per il numero e la qualità dei fotografi che vi operavano.
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[ 1 ] Intorno al 1860 Roma contava poco meno di duecentomila abitanti, fra cui duemila mendicanti, altrettanti frati e oltre cinquemila tra suore e preti. Dentro le mura, orti e vigneti circondavano le basiliche e le rovine romane. Greggi di pecore attraversavano il Corso e Piazza di Spagna, i buoi stazionavano ai Fori e si abbeveravano alla Fontana del Tritone. Solo in piccola parte le strade erano selciate. Nella piazza più bella si teneva il mercato. Nello stesso periodo Torino contava circa 173.000 abitanti, Firenze poco più di 100.000, MIlano oltre 200.000, Napoli oltre 400.000 e Palermo circa 200.000.
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[ 2 ] Sulla battaglia di Porta Pia si narrano diverse storie. Molte delle fotografie ufficiali sono dei clamorosi falsi, truccati a bella posta clonando militari che sparano e militari morti. Quella quì proposta è una delle rare foto "naturali" della breccia, nel 1870, dopo la battaglia.
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[ 3 ] Battaglia di Porta San Pancrazio e del Gianicolo.
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| [ 4 ] Palermo. Bariccate in via Maqueda. |
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[ 5 ] Nel febbraio 1861 venne scattata (da Sevaistre), fra le altre, questa fotografia nei pressi della batteria Conca, a Gaeta. Figurano diversi soldati borbonici morti. Occorre però tener conto del fatto che Francesco II fece seppellire i suoi soldati prima di lasciare Gaeta, e quindi è da supporre che si tratti di persone che hanno posato per il fotografo, in modo da rendere l'intero reportage più interessante.
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[ 6 ] Altra foto scattata da Sevaistre a Geta
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[ 7 ] Strano destino, quello di molte donne. Alcune vennero sacrificate alla ragione di stato, come Maria Clotilde, che fu costretta a sposare il principe Girolamo Napoleone Bonaparte (detto Plon-Plon, cugino di Napoleone III e di ventun anni più anziano di lei); o come la bellissima contessa di Castiglione, che fu mandata da Cavour (suo cugino), fra le braccia dell'imperatore francese. "Una bella contessa è stata arruolata nella diplomazia piemontese. Io l'ho inviata a civettare e, se le riesce, a sedurre l'imperatore". Così scriveva Cavour, che in cambio, in caso di successo, aveva promesso l'incarico di segretario a Pietroburgo per il fratello di lei. La contessa, che prese l'incarico con un certo divertimento, col suo fascino straordinario ebbe successo, tanto da contribuire a molti degli atteggiamenti filopiemontesi di Napoleone III. |
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A volte, la storia sceglie strane vie...
[Da: Storia fotografica della società italiana - Il Risorgimento - Di Diego Mormorio, Editori Riuniti
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