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Ci sono due filosofie
di vita che riteniamo fra quelle fondamentali: Carpe Diem e Festina Lente.
CARPE DIEM
[càrpe dìem]
Carpe diem, quàm
minimum credula postero, scrive Orazio a Leuconoe: cogli l’oggi, vivi alla
giornata, e nel domani credi il meno possibile.
Carpe diem è il motto
di chi, sapendo che il futuro non dipende da noi, gode il presente e in
particolare quel presente prezioso e irripetibile che è la giovinezza.
Chi si angoscia per il
domani, si angoscia due volte inutilmente. Tanto l’ateo quanto il credente non
hanno ragione di farlo. Per opposti motivi. Il primo è convinto che il mondo sia
guidato da forze cieche contro le quali non può nulla; il secondo trova
immediato conforto abbandonandosi nelle braccia della Divina Provvidenza.
FESTINA LENTE
[Festìna lènte]
Affrettati lentamente.
Sembra, e formalmente è, una contraddizione in termini, non essendo pensabile
che fretta e lentezza vadano d’accordo. Si tratta d’una figura retorica, detta
ossimoro, che unisce due termini antitetici per conferire provocante vivezza al
pensiero (come ghiaccio bollente, convergenze parallele). Nella sostanza, il
paradosso conviene una verità, e cioè chi desidera arrivare alla meta prefissa
deve evitare ogni precipitosa improvvisazione. Lo ripeteva Augusto il quale,
narra Svetonio, riteneva che "a un perfetto capitano nulla conviene meno della
fretta e della temerarietà”. Perciò ripeteva spesso “Affrèttati lentamente”, e
anche “Un condottiero cauto è meglio d’uno audace”.
Festina Lente non è un
capriccio retorico, ma è una oggettiva necessità, come sull’automobile
l’acceleratore e il freno.
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Si racconta che Augusto (Gaio
Giulio Cesare Ottaviano) scelse FESTINA LENTE come proprio motto, insieme
all'immagine di un delfino intrecciato ad un'ancora.
L'immagine
del delfino intrecciato ad un'ancora fu poi
ripresa come "logo" dell'umanista Aldo Manuzio, il più intelligente e
moderno editore del Rinascimento italiano (Bassiano Romano, Velletri, 1450 ca -
Venezia 1515), umanista, editore e stampatore, pubblicò splendide e insuperate
edizioni avvalendosi della collaborazione dei più famosi umanisti del tempo, che
riunì nell'accademia veneta, da lui fondata nel 1502. Nel 1501, con una edizione
oggi rarissima di Virgilio, inaugurò la serie delle edizioni in ottavo, creando
il
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prototipo del libro moderno.
Carpe diem oppure
Festina Lente? Voi quale filosofia di vita preferite? Oppure pensate che
entrambe le figure possano coesistere?
Noi preferiamo il FESTINA
LENTE perchè il
paradosso, per noi, non si esaurisce con la scelta del nome per la
nostra associazione. A noi sembra che in questi frenetici tempi
moderni la natura e la tecnologia (già la loro unione sembra un paradosso...) stiano evolvendo velocemente, e che occorra affrettarsi
per scoprirne i molteplici lati; ma nel fare questo, dobbiamo anche
assaporare quante più esperienze possibile e trasferirle nel libro virtuale della
nostra memoria. Riscoprire i vecchi valori e riadattarli ai tempi nostri. Per quanto riguarda
il nostro principale interesse culturale, ed il modo di divulgarlo, noi ci serviamo della fotografia,
che riteniamo lo strumento migliore per disegnare con la luce e cogliere, dalla
natura che rappresentiamo, gli aspetti etici e umanistici. La fotografia ,
è vero, "coglie l'attimo", ma essa pure ci consente di goderne nel tempo, di
continuare ad assaporare della esperienza vissuta.
ll nostro intento è,
in definitiva, cercare di dimostrare che l'unione dei nostri diversi interessi non è più solo un ... paradosso !
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